Eclipse, Maven, STS 2.9

[maven] “Updating Maven Project”. Unsupported IClasspathEntry kind=4

Utilizando sts 2.9.2 (eclipse indigo) scaricando un progetto ex-novo da svn, ho avuto il seguente problema:

"Updating Maven Project". Unsupported IClasspathEntry kind=4

Dopo  aver utilizzato la funzionalità del plugin di eclipse per maven, con cui ho associato la natura maven al progetto.

Nel momento in cui cercavo di aggiornare il progetto, venivo bloccato con il messaggio di sopra.

Cercando in giro ho trovato la seguente soluzione:

  1. togliere la natura di tipo maven al progetto, con il tasto destro sul progetto e poi  Maven -> disable maven nature
  2. aggiornare il plugin di maven, io per maggiore sicurezza l’ho disintallato e reinstallato exnovo, dal market place;
  3. Andare all’interno della cartella di progetto ed eseguire tramite console il seguente comando mvn eclipse:clean, il tutto con sts ancora aperto
  4. ri-abilitare la natura maven al progetto con il tasto destro sul progetto Configure -> convert to maven projects

Fatto ciò tutto ha funzionato di nuovo

Sito di riferimento : http://stackoverflow.com/questions/10564684/how-to-fix-error-updating-maven-project-unsupported-iclasspathentry-kind-4

JAVA, Log4j

[Log4j] performance utilizzando log.isDebugEnabled

Leggendo un bel articolo relativo ad una best practice di log4j per migliorare le performance, riporto qui la best practice:

Molte volte si utilizza la tipica stringa per stampare un log

log.debug("Ciao mi chiamo: " + nome);

In realtà si dovrebbe scrivere nel seguente modo:

if(log.isDebugEnabled()) log.debug("Ciao mi chiamo: " + nome);

Il secondo esempio è più conveniente del primo in quanto il primo esempio genera comunque la stringa, anche se il logger è disabilitato, utilizzando perciò inutilmente risorse.

Sempre nella stessa pagina (a opera di Peter Levart) è presente un bell’esempio di come migliorare questa best practice utilizzando la seguente porzione di codice:

   private static final Log log = LogFactory.getLog(LogTest.class);
   private static final boolean DEBUG_ENABLED = log.isDebugEnabled();

   public void LOG()
   {
      if (DEBUG_ENABLED)
         log.debug("Ciao mi chiamo: " + nome + " e sono piu veloce di prima");

   }

Questo perchè l’informazione sullo stato booleano del log viene caricato la prima volta ed utilizzato come una costante.

Nel caso in cui si voglia invece settare questo controllo per esempio per i casi INFO o ERROR, sarà necessario utilizzare la seguente notazione:

   private static final Log log = LogFactory.getLog(LogTest.class);
   private static final boolean ERROR_ENABLED = log.isEnabledFor(Level.ERROR);

   public void LOG()
   {
      if (ERROR_ENABLED)
         log.error("Ciao mi chiamo: " + nome + " e sono piu veloce di prima");
   }

 

JAVA, Liferay, Liferay 5, Liferay 6, Struts, Struts Portlet

[Liferay Strus Portlet] java.lang.NoSuchMethodException: No such accessible method: addFormBeanConfig()

Nel momento in cui ho voluto replicare la “hello-strust-portlet” di liferay su:

 

  • ide: netbeans 7
  • server: liferay 5.2.3 tomcat 6
  • framework: struts portlet 1.x
Mi sono trovato con questo problema che mi ha dato non poche rogne:
15:03:12,960 ERROR [ActionServlet:768] Parsing error processing resource path /WEB-INF/struts-config.xml
java.lang.NoSuchMethodException: No such accessible method: addFormBeanConfig() on object: org.apache.struts.config.impl.ModuleConfigImpl
	at org.apache.commons.digester.Digester.createSAXException(Digester.java:3181)
	at org.apache.commons.digester.Digester.createSAXException(Digester.java:3207)
	at org.apache.commons.digester.Digester.endElement(Digester.java:1225)
	at org.apache.xerces.parsers.AbstractSAXParser.endElement(Unknown Source)
I passi da eseguire sono molto semplici:
  1. fermare il server;
  2. eliminare la portlet che si vuole deployare;
  3. cambiare il file liferay-plugin-package.properties cancellando nella voce “portal-dependency-jars” ogni riferimento a struts.jar;
  4. rieseguire il deploy della portlet, ed il gioco è fatto.
JAVA, JBoss, Liferay, Uncategorized

[Liferay – Jboss] Settare il time zone corretto

Molto spesso accade che presi dall’agitazione per la messa in produzione del nostro portale, ci dimentichiamo il settaggio della data, che in prima battuta può sembrare banale e in’influente; ma si rivela un boomerang quando dobbiamo poi controllare i nostri log per avere della reportistica corretta senza dover invece starci a scervellare su cosa possa essere successo oppure se quel giorno il server puntava ad un orario più tosto che ad un altro, ancora peggio se quei log scrivono sul DB!.

Bene nel file run.conf (che si trova nella direttory principale dove è presente anche lo start.sh), tra le varie configurazioni è presente questo comando:

-Duser.timezone=GMT

Dovrete cambiarlo in

-Duser.timezone=Europe/Rome

Questo permetterà al server di Jboss di reperire la data correttà non solo al netto del fuso orario, ma anche dell’ora legale.

 

Vi lascio un paio di link per consultazione, dove sono presenti tutte le liste dei time zone tra l’altro:

 

JAVA, Struts

[Struts 1.2 Portlet] Multibox reset problemi quando non si seleziona nessun elemento.

Quando si ha la situazione in qui si ha il seguente codice:

<html:multibox name="perlaForm"
property="arrayIstituti"
value='${rib.idRilevazioneIstituto}'
tabindex='<%=String.valueOf(tabIndex++) %>'
styleId="id:radio_${i}"/>

Dove il perlaForm è un form che viene tenuto in sessione.

Se nella jsp, ho selezionato dei valori dei checkbox, quando torno indietro e non seleziono nulla, STRUTS non aggiorna l’array di selezione con un array vuoto, ma ben si mantiene i dati nella sessione, rendendo i dati al suo interno inconsistenti.

Per evitare questo problema bisogne resettare l’array della multibox manualmente;

form.setArrayIstituti(null);

JAVA, ROO, Spring, Uncategorized

[Tips] Recuperare beans, risorse e altro da spring 3

Questa mini guida illustrerà i vari modi in cui è possibile recuperare risorse varie che sono presenti in spring.

Supponendo che il nostro classpath abbia la seguente gerarchia: src > main > resources >META-INF > spring, come definito all’interno dei progetti creati con ROO 1.0.2.

Recuperare l’applicationContext.xml

private static final String urlApplicationContext = “META-INF//spring//applicationContext.xml”;

oppure

private static final String urlApplicationContext = “classpath:META-INF/spring/applicationContext.xml”;

ClassPathXmlApplicationContext context = new ClassPathXmlApplicationContext(urlApplicationContext);

In questo modo ottengo un oggetto ClassPathXmlApplicationContext che ci permette di gestire gli elementi che sono stati definiti all’interno dell’applicationContext.xml, oltre ad avere la possibilità di gestione del context di spring.

Recuperare un bean dall’applicationContext.xml

Semplicemente si dovrà instanziare il context descritto all’inizio e richiamare il bean tramite il suo ID:

Person p = (Person) context.getBean(“Id del Bean”);

Recuperare un file dal classpath

Per recuperare un file che sappiamo sia presente all’interno del nostro classpath basterà fare.

private static final String urlClasspathSpringOXM = “classpath:META-INF//spring//”;
ClassPathXmlApplicationContext context = new ClassPathXmlApplicationContext(urlApplicationContext);
Resource resource = context.getResource(urlClasspathSpringOXM+filename);
Il metodo getResource, restituisce l’oggetto Resource relativo al file a cui stiamo puntando. Ed effettuare una serie di operazioni su di esso come ad esempio la richiesta di informazioni sul suo nome, o sulla possibilità di poterlo leggere, oppure richiamare il metodo getFile() che restituisce un oggetto di tipo FILE, che ci permette di lavorare sul file.
JAVA, ROO, Spring, Uncategorized, Validation

[Guida] Validazione con Spring 3

All’interno di Spring 3 è stato notevolmente potenziato il sistema di validazione, portandolo a recepire la JSR-303 (che si occupa proprio di definire le specifiche del bean validator).

Link di Interesse

Prima di cominciare voglio presentare alcuni link molto utili che possono servire per la consultazione:

Utilizzo Base del Validation

Utilizzando ROO 1.0.2, di default ti permette di creare BEAN che utilizzino la JSR-303 e le specifiche di ejb 3.

Ad esempio è possibile avere il seguente bean:

public class Utente {
// Impone che il campo sia not null
@NotNull
private String nome;
// Il valora del campo deve seguire  il patter della espressione regolare
@Pattern(regexp=”[a-z]+”)
private String gruppo;
// il valore del campo deve seguire la espressione regolare standard per l’email
@email
private String email;
}

Questa impostazione del bean ci permette di utilizzare da subito il validation integrato in spring, in modo da eseguire un controllo immediato sulla consistenza dei campi del bean.
Ad esempio è possibile creare un controller del tipo:

@RequestMapping(value = “/utente”, method = RequestMethod.POST)

public String UtenteController.create(@Valid Utente utente, BindingResult result, ModelMap modelMap) {

if (utente == null) throw new IllegalArgumentException(“A utente is required”);

if (result.hasErrors()) {

modelMap.addAttribute(“utente”, utente);

……

……

return “utente/create”;

}

utente.persist();

return “redirect:/utente/” + utente.getIdUtente();

}

Questo esempio di controller utilizza l’annotation javax.validation.Valid “@Valid” che permette di verificare che l’oggetto relativo (Utente) inviato da un form ipotetico, segua le indicazioni definite all’interno del bean. l’esempio ci mostra come utilizzare da subito la validazione, ma purtroppo ha dei limiti legati al fatto che cosi com’è stato definito il bean può coprire solo una parte delle specifiche di bussiness.

Validatore Personalizzato

Per poter implementare un proprio validation è necessario:

1 – Definire all’interno dell’applicationContext.xml i bean che abilitano il validation personalizzato

<!–     Invokes Spring MVC @Controller methods –>

<bean class=”org.springframework.web.servlet.mvc.annotation.AnnotationMethodHandlerAdapter”>

<property name=”webBindingInitializer”>

<!– Configures Spring MVC DataBinder instances –>

<bean class=”org.springframework.web.bind.support.ConfigurableWebBindingInitializer”>

<property name=”validator” ref=”validator” />

</bean>

</property>

</bean>

<!– Creates the JSR-303 Validator –>

<bean id=”validator” class=”com.springsource.roo.pizzashop.validation.UtenteValidator” />

2 – Creare la classe “UtenteValidator” (definita all’interno dell’applicationContext) che permette di sviluppare la nostra validazione personalizzata.

public class UtenteValidator implements Validator{

@Override

public boolean supports(Class clazz) {

return Utente.class.isAssignableFrom(clazz);

}

@Override

public void validate(Object target, Errors errors) {

System.out.println(“Sono dentro il validator”);

// Validazione del campo Utente.nome tramite le Utils di Validation

ValidationUtils.rejectIfEmptyOrWhitespace(errors, “nome”, “error.utente.vuoto”, “Il campo utente e’ richiesto”);

// Validazione personalizzata per l’oggetto utente ed le sue proprietà in

// questo modo posso implementare le logiche di bussiness come Utente utente = (Utente)target;

if( (utente.getNome().equals(“”)) && utente.getGruppo().equals(“”) ){

errors.rejectValue(“gruppo”, “error.utente.gruppo”);

}

}

}

All’interno della classe abbiamo fatto l’override di due metodi:

  • supports: dove posso specificare a quale classe associare il mi validator;
  • validate: dove implemento i vari controlli che devo eseguire sui campi, e le relative logiche.

Il nostro controller visto precedentemente deve cambiare nel seguente modo:

@RequestMapping(value = “/utente”, method = RequestMethod.POST)

public String UtenteController.create(@ModelAttribute(“utente”) Utente utente, BindingResult result, ModelMap modelMap) {

if (utente == null) throw new IllegalArgumentException(“A utente is required”);

// Chiamo il validatore per l’oggetto utente

validator.validate(utente, result);

if (result.hasErrors()) {

modelMap.addAttribute(“utente”, utente);

return “utente/create”;

}

utente.persist();

return “redirect:/utente/” + utente.get_id();

}

I cambiamenti più vistosi (segnati in grassetto) sono:

  • la presenza del @ModelAttribute al posto del @Valid, che permette di catturare l’oggetto inviato da un form senza però eseguire il validator integrato;
  • validator.validate: che permette di chiamare il validator personalizzato che abbiamo creato inviando l’oggetto da verificare

3 – La pagina con la quale comunicherà il nostro controller sarà composta nel seguente modo:

<spring:url value=”/utente” var=”form_url”/>

<form:form action=”${form_url}” method=”POST” modelAttribute=”utente”>

<form:errors cssClass=”errors” delimiter=”&lt;p/&gt;”/>

<div id=”roo_utente_nome”>

<label for=”_nome_id”>Nome:</label>

<form:input cssStyle=”width:250px” id=”_nome_id” maxlength=”30″ path=”nome” size=”0″/>

<br/>

<form:errors cssClass=”errors” id=”_nome_error_id” path=”nome”/>

</div>

<br/>

<div id=”roo_utente_gruppo”>

<label for=”_gruppo_id”>Gruppo:</label>

<form:input cssStyle=”width:250px” id=”_gruppo_id” maxlength=”30″ path=”gruppo” size=”0″/>

<br/>

<form:errors cssClass=”errors” id=”_gruppo_error_id” path=”gruppo”/>

</div>

<br/>

<div id=”roo_utente_email”>

<label for=”_id_email”>email:</label>

<form:input cssStyle=”width:250px” id=”_id_email” maxlength=”30″ path=”email” size=”0″/>

<br/>

<form:errors cssClass=”errors” id=”_email_error_id” path=”email”/>

</div>

<br/>

<div class=”submit” id=”roo_utente_submit”>

<input id=”proceed” type=”submit” value=”Salva”/>

</div>

</form:form>

La nostra pagina utilizza i tag di spring, quali:

  • form =  dove si definisce il bean che deve essere associato al form stesso;
  • form:input = il campo input che rappresenta una della proprietà del mio bean;
  • form:error = Questo tag è molto importante per la validazione, in quanto mostra a video la label di errore che viene viene generata dalla nostra classe di validazione.